Riserva turistica di pesca – Fiume Bormida di Pallare
La Riserva Turistica di Pesca sul Fiume Bormida di Pallare è un tratto d’acqua di grande interesse per chi ama la pesca sportiva in ambienti collinari e appenninici. Inserita nella Val Bormida, in Liguria, si sviluppa in un contesto naturale autentico e poco antropizzato, dove il fiume scorre tra boschi, campi e borghi storici. La gestione è affidata a F.I.P.S.A.S., garanzia di attenzione alla sostenibilità, alla tutela della fauna ittica e alla fruizione responsabile da parte dei pescatori.
Estensione e limiti della riserva
La riserva si estende per Km 11,600 e interessa i comuni di Bormida, Mallare, Pallare e Carcare. I confini amministrativi sono chiari e seguono riferimenti viari e idrografici precisi:
“dal ponte della strada provinciale per Mallare in loc. Case Romane del comune di Bormida al ponte della S.P. n. 29 in comune di Carcare compreso il torrente Viazza dal ponte sulla S.P. n. 15 alla confluenza con il medesimo”.
Questo perimetro include quindi un tratto principale del fiume e una sezione dedicata del Torrente Viazza, che confluisce nel Bormida di Pallare e arricchisce la varietà di ambienti e correnti.
Gestione F.I.P.S.A.S. e filosofia di tutela
Gestione F.I.P.S.A.S.
La Riserva Turistica di Pesca è gestita da F.I.P.S.A.S., la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee. La presenza della federazione assicura standard elevati di controllo, tutela e promozione della pesca sportiva nel rispetto degli ecosistemi fluviali. Per i pescatori significa:
– regolamenti chiari e aggiornati
– attenzione alla biodiversità ittica e al ripopolamento sostenibile
– promozione di pratiche di pesca etiche e responsabili
Prima di organizzare l’uscita, è consigliabile informarsi sulle modalità di accesso alla riserva, sugli eventuali permessi necessari, sul calendario di apertura, sulle misure minime e sul numero massimo di catture consentite secondo normativa vigente e disposizioni federali.
Comuni interessati e identità del territorio
La riserva attraversa quattro comuni della Val Bormida: Bormida, Mallare, Pallare e Carcare. Ognuno di questi centri conserva un rapporto storico con il fiume, che ha rappresentato nel tempo una risorsa ambientale e paesaggistica. Per i pescatori e gli appassionati di natura, questo significa:
– facile accesso a più punti di ingresso alla riserva
– possibilità di alternare tratti di fiume differenti per portata, larghezza e caratteristiche del fondale
– opportunità di coniugare l’attività di pesca con visite ai borghi, alla gastronomia locale e ai percorsi naturalistici della valle
Come orientarsi sul fiume: accessi e riferimenti
Per orientarsi lungo la riserva è utile tenere presenti i tre riferimenti principali:
– Ponte della strada provinciale per Mallare in località Case Romane (Comune di Bormida): è il punto di inizio della riserva sul tratto principale del fiume.
– Ponte della S.P. n. 29 nel Comune di Carcare: è il limite inferiore della riserva lungo il Bormida di Pallare.
– Torrente Viazza: è compreso dalla sezione che va dal ponte sulla S.P. n. 15 fino alla confluenza con il Bormida di Pallare.
Seguire la segnaletica stradale provinciale e verificare in loco eventuali cartelli specifici della riserva può aiutare a individuare i tratti più comodi per la discesa al fiume. È buona prassi rispettare proprietà private, coltivi e recinzioni, utilizzando esclusivamente i passaggi consentiti.
Carattere delle acque e tecniche consigliate
Il Bormida di Pallare e il Torrente Viazza presentano, lungo i tratti indicati, ambienti tipici di corsi d’acqua collinari: fondali variabili con alternanza di raschi, buche e zone di corrente più sostenuta, sponde naturali e vegetazione riparia che offrono rifugio e ombra. In acque di questo tipo è frequente la presenza di specie ittiche caratteristiche dei torrenti appenninici; ciò rende interessanti diverse tecniche, da modulare in base a condizioni, portata e trasparenza dell’acqua:
– Pesca a mosca leggera: utile nei tratti più limpidi e con pesce attivo in superficie.
– Spinning ultra light: efficace in presenza di correnti più sostenute e per esplorare diversi spot in poco tempo.
– Tecniche con galleggiante e passata: indicate nei laminatoi e nelle buche più profonde, prestando attenzione all’assetto della lenza.
Qualunque sia la tecnica scelta, si raccomanda un approccio discreto, con attrezzatura bilanciata, fili sottili e artificiali o esche naturali adeguate ai regolamenti vigenti.
Etica di pesca e sostenibilità
La riserva turistica nasce anche per valorizzare il fiume come risorsa ambientale. Alcune buone pratiche:
– praticare il catch & release quando possibile, usando ami senza ardiglione o schiacciato e maneggiando i pesci con mani bagnate
– limitare i tempi di posa per le foto e rilasciare rapidamente i pesci in condizioni ottimali
– non lasciare rifiuti in sponda; riportare a casa lenze, ami e contenitori
– rispettare le distanze di cortesia tra pescatori e la quiete del luogo
Questi comportamenti contribuiscono alla qualità dell’esperienza di tutti e alla conservazione dell’habitat fluviale.
Quando andare: stagionalità e condizioni
La resa di pesca in acque collinari tende a essere migliore in primavera e inizio autunno, quando temperatura e portata del fiume sono più favorevoli. In estate, le ore più fresche del mattino e del tardo pomeriggio possono offrire maggior attività del pesce; in inverno, selezionare le buche profonde e i tratti più lenti può risultare strategico. In ogni caso:
– verificare sempre il calendario di apertura e le eventuali giornate di chiusura
– tenere d’occhio i bollettini meteo e il livello idrometrico
– evitare la pesca in condizioni di piena o torbidità eccessiva per ragioni di sicurezza ed efficacia
Sicurezza e rispetto delle regole
La sicurezza personale è prioritaria: indossare calzature con buon grip, considerare l’uso di wader con suola adeguata al fondo, evitare di entrare in acqua in presenza di correnti forti e prestare attenzione alle variazioni repentine di livello. Rispettare i limiti della riserva, le distanze dai ponti e dalle proprietà private, e avere sempre con sé i documenti richiesti, inclusi permessi e tessere, secondo le disposizioni F.I.P.S.A.S. e le normative locali applicabili.
Perché scegliere la Riserva sul Bormida di Pallare
– Estensione e varietà: 11,6 chilometri permettono di alternare spot diversi e trovare condizioni adatte alle proprie tecniche preferite.
– Contesto ambientale: un fiume collinare con tratti naturali, vegetazione riparia e sponde in gran parte integre.
– Gestione qualificata: la presenza F.I.P.S.A.S. assicura cura, controlli e un’impostazione orientata alla sostenibilità.
– Facilità di accesso: limiti chiari, riferimenti stradali precisi e più comuni coinvolti.
Riepilogo operativo
– Estensione: Km 11,600.
– Comuni: Bormida, Mallare, Pallare, Carcare.
– Limiti: “dal ponte della strada provinciale per Mallare in loc. Case Romane del comune di Bormida al ponte della S.P. n. 29 in comune di Carcare compreso il torrente Viazza dal ponte sulla S.P. n. 15 alla confluenza con il medesimo”.
– Gestione: F.I.P.S.A.S.
Conclusione
La Riserva Turistica di Pesca sul Fiume Bormida di Pallare è un invito a vivere la pesca sportiva con consapevolezza, in un tratto d’acqua definito con precisione e gestito da F.I.P.S.A.S. La combinazione tra ambiente naturale, accessibilità e approccio sostenibile la rende una meta ideale per chi cerca qualità, rispetto della natura e piacere della pesca in un contesto autentico della Val Bormida. Prima di mettersi in viaggio, è sempre consigliabile consultare il regolamento aggiornato e organizzare la giornata nel segno della sicurezza e della responsabilità.